
Capita di sentire il cuore accelerare senza un motivo reale. O un peso allo stomaco prima ancora di riconoscere l’ansia che lo ha provocato. Il corpo comunica spesso prima della mente e lo fa attraverso un canale che è difficile attribuire a uno dei cinque sensi: vista, udito, olfatto, gusto, tatto. Non a caso, da tempo molti neuroscienziati aggiungono a questa lista l’equilibrio e la propriocezione, ovvero la capacità di sapere dove si trova ogni parte del corpo anche a occhi chiusi. Esiste però un altro senso, meno noto, che lavora ventiquattro ore su ventiquattro senza mai fermarsi e, a differenza degli altri, non raccoglie informazioni dal mondo esterno, ma dall’interno del corpo. Grazie a lui sappiamo quando abbiamo fame, sete, freddo o sonno, quando il cuore accelera o il respiro si fa corto, spesso prima ancora di renderci conto di essere nervosi. Si chiama interocezione e, secondo un numero crescente di studi, potrebbe avere un peso sulla salute mentale.




