L’insegna creata da Romano Franceschini e dalla moglie Franca a metà degli anni Sessanta è più di un ristorante: è “casa”. Casa per chi apprezzi un’accoglienza signorile. Casa per chi ami il pescato di giornata e qualche sera anche dell’ultima calata (delle reti). Casa per chi intenda la cucina come un fine artigianato del quale godere lontano da mode, eccessi o virtuosismi fini a se stessi. Casa degli appassionati di vino.
La sala del ristorante Romano di Viareggio
In cantina c’è da sbizzarrirsi e Roberto Franceschini è un maestro nell’assecondare i capricci dei clienti o nel suggerire la bottiglia giusta. Nel nostro caso consentendo una degustazione anche con etichette selezionate extra carta dei vini. Ma Romano è divenuto anche casa di Nicola Gronchi che ha preso in mano il ricettario classico e lo ha arricchito del suo palato e di una nuova energia, imprimendo in questi ultimi anni un netto cambio di passo in cucina. Uno stile puramente mediterraneo, di ficcante nitidezza e nelle nuove proposte anche di sferzante mineralità.
La porta scorrevole in vetro pregiato si apre per magia e… et-voilà, si entra emozionati in uno dei




