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Il premio Nobel Krugman: «i data center? Creeranno solo l’1% dei posti di lavoro di una normale fabbrica»

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La minore domanda di lavoratori spingerà al ribasso gli stipendi e sposterà ancora una volta risorse e miliardi dal lavoro al capitale

Investire in un data center – i maxi centri di raccolta e elaborazione dati per l’intelligenza artificiale – porterà alla creazione di solo l’1% dei posti di lavoro che nascerebbero se la stessa quantità di denaro fosse invece impiegata in un altro settore. Lo ha detto nientemeno che il premio Nobel per l’Economia 2008, Paul Krugman: naturalmente, spiega l’economista, per costruire i giganti dei dati ci vorranno tanti lavoratori, ma una volta realizzato l’impianto ne resteranno molti meno. 

La sua analisi, incentrata sugli Stati Uniti ma indicativa anche per altri mercati come l’Europa, stima in 10 milioni il numero complessivo di lavoratori che non saranno più assunti proprio a  seguito dei maxi investimenti nei data center. Questo non significa necessariamente che la disoccupazione salirà di 10 milioni, ma la minore domanda di lavoratori spingerà al ribasso gli stipendi e sposterà ancora una volta risorse e miliardi dal lavoro al capitale. 

Certo non ci sono solo le stime di Krugman a calcolare l’impatto dell’AI sul mondo del lavoro. Altre rilevazioni indicano numeri diversi e meno negativi o

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