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Il politologo Bremmer: «Trump è un vicolo cieco. Ora può fare una cosa sola: dichiarare vittoria e porre fine alla guerra»

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di Anna Momigliano

L’intervista al politologo: «È la quinta volta che minaccia di radere al suolo il Paese, non ha più credibilità»

Trump ora è in «un vicolo cieco», dove l’unica cosa che può fare è «scegliere il danno minore». Ovvero: «Dichiarare vittoria e chiuderla qui», anche se questo significa, nei fatti, ritrovarsi con un Iran più baldanzoso, incattivito e che controlla lo stretto di Hormuz. Questa è l’opinione di Ian Bremmer, il politologo esperto di relazioni internazionali che ha fondato e dirige Eurasia Group. Gli abbiamo parlato ieri pomeriggio, mentre filtravano notizie di un rifiuto iraniano ai negoziati.
 
Trump ha più bisogno di negoziare degli iraniani?
«Per il momento, il rifiuto di Teheran non va dato per assodato. Occorre tenere in conto che c’è una certa tendenza ad atteggiarsi, da entrambe le parti. Per esempio, anche ai tempi del primo round di negoziati, prima gli iraniani hanno detto che una tregua in Libano era il prerequisito per sedersi al tavolo, ma poi sono andati a Islamabad anche senza ottenerlo. Insomma, ora fanno la voce grossa per mandare il messaggio che non avvertono un bisogno disperato di negoziare, ma non è detto che non vogliano farlo. Tuttavia, è evidente

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