L’attaccante romeno celebra il successo dedicando un tatuaggio alla madre e programmando le nozze, il regista ex Roma riceve la chiamata dell’Under 21 ispirandosi a De Rossi
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30 ottobre – 17:02 – MILANO
I gol di Raimondo, la fantasia di Kvernadze, la doppia vita di Calò che è regista e finalizzatore. Le loro storie sono state già abbondantemente raccontate, all’interno della favola più ampia che è il Frosinone di Massimiliano Alvini. Questo avvio di stagione, però, ha portato alla ribalta anche altri calciatori che oggi contribuiscono in modo sostanziale alle fortune della squadra. Due volti diversi della stessa medaglia, Matteo Cichella e Daniel Birligea. Per Cichella, il calcio potrebbe essere la quinta base del proprio dna. Giocava suo padre Luca, giocavano gli zii Francesco ed Ernesto, giocava anche suo nonno. È un affare di famiglia. Per Birligea, invece, il pallone è stato il ponte per una vita migliore, dopo un’infanzia sofferta.
la storia di daniel—
Le campagne che circondano Braila, in Romania, non sono l’ambiente più accogliente del mondo, specialmente quando le condizioni economiche non sono ottimali. Birligea si ritrova a dover crescere




