
di Gian Guido Vecchi
Il viaggio del pontefice in Africa inizia dall’Algeria: «Promuovo la pace»
DAL NOSTRO INVIATO
ALGERI (ALGERIA) – «No, non ho paura dell’amministrazione Trump…». L’inquietudine di un agostiniano ha a che fare solo con la ricerca di Dio, «il nostro cuore è inquieto finché non si riposa in te», e oggi il Papa andrà proprio nell’antica Ippona del suo Agostino, come a segnare il senso del suo viaggio di 11 giorni tra Algeria, Camerun, Angola e Guinea equatoriale, il primo che ha pensato fin dall’elezione. Chiaro che ieri mattina, mentre salutava i giornalisti sul volo verso Algeri, Leone XIV fosse il ritratto stesso della serenità, nonostante i commenti scritti sul social Truth («Verità») dal presidente americano: «È ironico il nome stesso del sito. Non aggiungo altro…».
Il Pontefice percorre i corridoi dell’aereo salutando tutti uno a uno, inevitabile chiedergli dell’attacco di poche ore prima, e lui lo ripete tranquillo in italiano e inglese: «No, non ho paura dell’amministrazione Trump né di proclamare a voce alta il messaggio del Vangelo, che è quello che credo di dover essere qui a fare, ciò per cui la Chiesa è qui. Non siamo politici, non stiamo cercando di fare




