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Il Papa e l’Intelligenza artificiale, l’enciclica con cui il Vaticano gioca d’anticipo: perché la rivoluzione digitale avrà più effetti di quella industriale

di Gian Guido Vecchi

L’enciclica «Magnifica humanitas» sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale. Ecco cosa c’è

Leone XIV pubblica Magnifica humanitas e la novità storica della sua prima enciclica «sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale» sta anzitutto, a ben vedere, nei tempi. Sono passati 135 anni da quando Leone XIII, il Papa del quale Prevost ha voluto prendere il nome, fondò la dottrina sociale della chiesa con l’enciclica Rerum novarum, il 15 maggio 1891. Non a caso il Papa americano ha firmato la sua enciclica sociale nella stessa data, 15 maggio, una decina di giorni prima di renderla pubblica. Solo che questa volta la Chiesa arriva in anticipo, sulla riflessione del proprio tempo.

Il precedente di Leone XIII

Leone XIII, al secolo Vincenzo Gioacchino Pecci, si era proposto a fine Ottocento di affrontare un tema che la riflessione laica del suo secolo aveva già elaborato attraverso opere divenute dei classici nella storia del pensiero. All’inizio c’erano stati due giovani tedeschi di neanche trent’anni che nel febbraio del 1848 pubblicarono a Londra un testo non lungo ma destinato ad avere un’influenza notevole, e del resto l’incipit era di quelli che non si dimenticano:

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