Home / Politica / Il nuovo capogruppo di Fi Enrico Costa, animo liberale nel segno del padre: una vita scomoda da garantista. Ora a lui tocca la «rivoluzione»

Il nuovo capogruppo di Fi Enrico Costa, animo liberale nel segno del padre: una vita scomoda da garantista. Ora a lui tocca la «rivoluzione»

image

di Roberto Gressi

Il mandato di cambiare (ma senza scontri) dai fratelli Berlusconi

Enrico è persona garbata, gentile al limite del soave. Poi è probabile che, al pari di tutti i politici, non abbia il pelo sullo stomaco, ma addirittura una moquette. E ce ne vuole per quello che lo aspetta, come nuovo capogruppo di Forza Italia alla Camera al posto di Paolo Barelli. Dovrà essere pacificatore e soprattutto rivoluzionario. Insomma, serve sì un partito unito, ma non è certo stato eletto perché, gattopardescamente, nulla cambi.

Lo stile

Costa Enrico, classe 1969, da Cuneo, la più meridionale delle province del nordico Piemonte. Liberale e garantista nell’animo, non solo perché, e non è poco, figlio di Raffaele. Lo sa bene che quella del garantista è una vita scomoda, ogni due per tre ti accusano di fare il giannizzero del bandito o del potente di turno. E quindi la sconfitta del referendum gli pesa più che ad altri, che magari segretamente hanno gioito per lo schiaffone a Giorgia Meloni. Convinto com’è che sul merito si poteva vincere, ma che tanti fattori esterni hanno pesato molto, comprese le improvvisazioni del Trump d’oltreoceano. E non è un mistero che la sua Forza

Continua a leggere questo articolo qui

Tagged: