
Tra ricordi, omaggi familiari e una superiorità disarmante, Jonas si prende il trono d’Italia e lancia il guanto di sfida al rivale sloveno in vista del Tour: in salita solo lui può tenergli testa
Ha chiuso in bellezza, tre baci alla foto con la moglie Trine e i due figli che ha sul manubrio, uno alla fede della mano desta e poi ha allargato le braccia parallele alla strada, come faceva Pantani. Jonas Vingegaard, il Re Pescatore, ha vinto anche a Piancavallo, come era anche troppo facile pronosticare, e ha mostrato al mondo la sua maglia rosa, che nel sole friulano, tra ali di folla, è sembrata ancor più luminosa del solito. La maglia di leader color Gazzetta, è un simbolo, un messaggio di valore universale e questa volta di più, perché sul petto e sulla schiena di Vingegaard c’era la scritta “Il Friuli ringrazia e non dimentica”, in memoria di quel terremoto che mezzo secolo fa sconvolse questa regione e le vite di migliaia di famiglie. I grandi campioni sono leader che portano in bici una responsabilità. Vingegaard ieri se l’è presa tutta. Ma è dalle prime tappe in Bulgaria che lo fa. L’uomo più atteso, il favorito unico




