
Ad aprile oltre la metà (54%) del petrolio russo trasportato via mare ha viaggiato su petroliere della «flotta fantasma» soggette a sanzioni. L’analisi del centro studi Crea
Le importazioni di gas e petrolio dalla Russia sono diminuite drasticamente ma il flusso non si è mai interrotto davvero. Anzi a causa dello choc energetico causato dalla guerra in Iran ad aprile di quest’anno sono aumentate. In quel mese i cinque maggiori importatori di combustibili fossili russi nell’Unione europea hanno versato a Mosca un totale di 1,6 miliardi di euro. L’import di gas naturale, solo in parte sottoposto a sanzioni a livello Ue, ha rappresentato l’88% delle importazioni. I cinque maggiori importatori dell’Ue, vale a dire Francia, Ungheria, Belgio, Slovacchia e Spagna hanno importato ad aprile 957 milioni di euro di gnl russo, 419 milioni di euro di gas tramite gasdotto e 189 milioni di euro di petrolio greggio attraverso il gasdotto Druzhba. Inoltre Ungheria e Slovacchia hanno ricevuto 419 milioni di euro di gas tramite il gasdotto Balkan Stream. A fotografare la situazione è un’analisi deel centro studi Crea (Center for Research on Energy and Clean Air), ripresa dal Sole 24 Ore.
I 5 principali importatori Ue
La Francia, spiega il centro




