
di Enrica Roddolo
Ovazioni bipartisan per Carlo III che in 28 minuti di discorso al Congresso Usa, ricorda le parole di Elisabetta nel 1991, parla di Ucraina, emergenza climatica, dei 250 anni dell’indipendenza. E ricuce la «special relationship»
«Viviamo tempi più volatili e duri di quelli di mia madre quando parlò in questa assemblea nel 1991». Re Carlo si è rivolto al Congresso americano, riprendendo il filo dei ricordi di Donald Trump che aveva reso omaggio a Elisabetta II, e assieme ricordato sua madre «ammiratrice della famiglia reale, e con un debole per Carlo».
Ma lo slancio sentimentale del Re, è al servizio del messaggio forte che vuole veicolare con il suo discorso al Congresso che in 28 minuti gli conquista un’ovazione bi-partisan quando ricorda che la «US Supreme Court Historical Society ha calcolato che la Magna Carta sia citata in almeno 160 atti della Corte Suprema dal 1789, non fosse altro come fondamento del principio che il potere esecutivo è soggetto a checks e balances». Insomma, nessuno è al di sopra di tutto.
Accanto al re c’è a regina Camilla, vestita ancora di bianco, ma è un abito differente da quello indossato nella giornata




