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Il deserto di Atacama è fiorito (di nuovo). Come si spiega questo fenomeno? E che ruolo ha avuto El Niño?

di Silvia Morosi

Le piogge eccezionalmente intense causate da El Niño hanno risvegliato milioni di semi che erano rimasti dormienti sottoterra, ricoprendo di fiori alcune aree del deserto cileno

Il deserto non polare più arido della Terra torna a splendere. Per il secondo anno consecutivo, alcune zone del deserto di Atacama – che si estende nel nord del Cile tra l’Oceano Pacifico e le Ande – sono tornate a ricoprirsi di fiori e vegetazione, in seguito alle forti piogge – legate al fenomeno climatico di El Nino – che hanno colpito il Paese. Nel sottosuolo del Desierto Florido semi e bulbi di circa 200 specie diverse erano rimasti in letargo per un lungo periodo, in attesa delle condizioni ideali per germogliare.

La fioritura quest’anno ha interessato, in particolare, le zone di Huasco, Freirina, Vallenar, Caldera, Copiapó e Chañaral, richiamando migliaia di turisti da tutto il mondo.

Le precipitazioni sono state particolarmente intense in questa stagione. In alcune zone hanno superato i 180 millimetri, una quantità «mai registrata prima», ha dichiarato all’Afp César Pizarro, responsabile della biodiversità di Atacama presso la Conaf, l’ente forestale nazionale cileno. «Quello che sta accadendo ora ha un’origine, e si chiama “super El Niño”.

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