
di Virginia Piccolillo
Il costituzionalista: «Questa legge nasce con l’intento di affrontare un nodo storico: l’ingovernabilità. E la scelta del premio di maggioranza è lineare. Anche se quando sarà approvata scopriremo che sarebbe servito il ballottaggio: senza aumenta il rischio di non avere una maggioranza chiara»
Francesco Clementi, voi costituzionalisti siete divisi. Lei pensa che la legge elettorale sia anticostituzionale?
«Mi sembra un giudizio un po’ eccessivo».
Perché?
«Questa legge nasce con l’intento di affrontare un nodo storico: l’ingovernabilità. E la scelta del premio di maggioranza è lineare. Anche se quando sarà approvata scopriremo che sarebbe servito il ballottaggio: senza aumenta il rischio di non avere una maggioranza chiara».
Ma il premio di 70 voti alla Camera e 35 al Senato a chi ha il 42% non è abnorme?
«L’obiettivo della soglia al 42% sarebbe ragionevole. Oltre il 40% la coalizione già dimostra di avere i numeri per governare. E anche il premio di maggioranza del 15% ancora lo sarebbe».
Lo sarebbe o lo è?
«Lo è se, come auspico, andranno a votare in tanti. Il ballottaggio avrebbe aiutato».
Le liste con capilista bloccati sono incostituzionali?
«No se sono brevi, ai sensi della sentenza 1 del 2024 della Consulta. Questa




