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Il congedo di paternità è un antidepressivo

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Il congedo di paternità pagato non è da considerare un semplice benefit aziendale: è una misura necessaria di salute pubblica. I padri che non ne possono usufruire, o che si ritrovano a prenderlo senza retribuzione, sono più a rischio di soffrire di ansia o depressione. Non solo: i padri che invece possono godere di un lungo congedo di paternità, retribuito e riconosciuto dallo Stato, corrono un rischio minore di sviluppare depressione nei primi anni di vita del bambino.

Sono questi i risultati di due studi separati, uno compiuto negli Stati Uniti e uno in Svezia, pubblicati simultaneamente sull’American Journal of Public Health. Studi che raccontano l’altra metà del cielo dell’esperienza della genitorialità: quella della salute mentale dei padri, troppo spesso relegata in secondo piano.

Una barriera finanziaria che deve cadere

Un gruppo di scienziati della Northwestern University e dell’Ann & Robert H. Lurie Children’s Hospital di Chicago ha analizzato i dati su 4.290 neopapà contenuti nell’Ohio Fatherhood Survey (OFS), uno dei database più completi sulla salute dei padri nel periodo perinatale. Tra questi uomini divenuti da poco padri, il 6,6% soffriva di depressione al momento dello studio, e l’11% soffriva di ansia.

Quanto al congedo di

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