
Fare il pieno resta un problema
Procede con (molta) fatica il percorso in Italia delle auto elettriche a idrogeno, che garantiscono la dote principale delle vetture a batteria (l’assenza di emissioni nocive allo scarico: in questo caso c’è un tubo dal quale esce solo innocuo vapore acqueo) senza le lunghe soste per la ricarica (un “pieno” di gas dura solo cinque minuti). Quest’ultimo pregio però assume via via meno importanza con i continui progressi delle elettriche a “pila” in termini di autonomia e velocità di ricarica (a patto di trovare una colonnina abbastanza potente) e restano una serie di problematiche che rendono i modelli a idrogeno utilizzabili solo da pochissimi (ed economicamente non convenienti, quanto meno per i privati).
Entro l’estate del 2026 è prevista l’apertura della stazione di rifornimento di Rho (a nord di Milano), ma in totale ce ne saranno comunque meno di dieci in Italia, e tutte al Nord (lungo le autostrade Modena-Brennero e Milano-Genova). Per il carburante si spende più o meno come per la benzina (1 kg costa circa 15 euro e basta per un centinaio di km) e le auto stesse sono care: la suv Hyundai Nexo appena rinnovata che abbiamo potuto guidare ha




