Il 7 luglio si festeggia il World Chocolate Day, la Giornata mondiale del cioccolato, occasione che ogni anno riporta l’attenzione su uno degli alimenti più amati e consumati al mondo. Oltre al gusto, però, il cioccolato è da tempo al centro della ricerca scientifica per i possibili effetti sulla salute. Quale preferire? Quanto mangiarne? Può trovare spazio nell’alimentazione di chi pratica sport o delle donne in menopausa? E quale ruolo ha sul benessere mentale? Ne parla la dottoressa Valeria Galfano, medico chirurgo specialista in Scienza dell’alimentazione e dietetica e autrice del libro “Dieta e allenamento in menopausa”.
Vale però una premessa, che gli specialisti dell’alimentazione ricordano da tempo: anche il cioccolato può trovare spazio in una dieta equilibrata ma se consumato nelle giuste quantità. Per il fondente, preferibilmente con almeno il 70% di cacao, una porzione orientativa compresa tra 10 e 30 grammi permette di beneficiare delle caratteristiche del cacao senza introdurre un eccesso di calorie e zuccheri, pur senza renderlo un consumo quotidiano. Per il cioccolato al latte e quello bianco, invece, è preferibile limitarsi a porzioni più contenute e a un consumo occasionale.
Perché il cacao fa bene (ma non è una medicina)
Il primo aspetto da chiarire




