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Il capitano di una petroliera imprigionata nello Stretto di Hormuz da 66 giorni: «Noi bloccati tra due fuochi: mai avuta così tanta paura»

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di Greta Privitera

Il capitano Raman Kapoor: «Noi alla fonda da 66 giorni l’incertezza regna, siamo vittime collaterali»

Il capitano tiene il conto sul suo taccuino e oggi ha crocettato la sessantaseiesima casella. Che sul calendario si traduce in due mesi e sei giorni esatti dal 28 febbraio, dall’inizio della guerra in Iran. Che per Raman Kapoor coincide con il momento in cui ha gettato l’ancora sul fondo dello Stretto di Hormuz senza più levarla.

Il capitano e il suo equipaggio di ventitré uomini — «il più giovane ha vent’anni» — sono parte di una flottiglia immobile di ventimila marittimi intrappolati a bordo di duemila navi che galleggiano ferme nel Golfo Persico a causa del conflitto prima, e dello stallo diplomatico tra Stati Uniti e Repubblica islamica poi. Per motivi di sicurezza non condivide con noi la posizione esatta della sua imbarcazione e si limita a spiegarci che si trova nella parte settentrionale di quel braccio di mare. Non rivela nemmeno il nome della flotta ma spiega che si tratta di una petroliera di medie, grandi dimensioni che trasporta petrolio e metalli. Ci racconta che è indiano, come la maggior parte dei suoi marinai, che fa il

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