
Dal riarmo alla guerra in Ucraina, passando per patrimoniale e reddito di cittadinanza. Le divisioni all’interno del campo largo sono innumerevoli.
Forse, in fin dei conti, il campo largo è troppo “largo”. Neanche il tempo di approntare i tavoli di lavoro per stilare un programma di governo che ecco già venire i nodi al pettine.
Non si esagererebbe infatti nel dire che l’inaugurazione della stagione di manifestazioni congiunte, iniziate l’8 luglio a Napoli, sia stata più che altro foriera di dissidi interni. Nulla di sorprendente, d’altro canto la diversità delle forze politiche facente parti del campo largo non può che giocare contro di esso.
Così è in particolare sul riarmo e sul sostegno all’Ucraina che si è venuta a formare la principale crepa nell’asse PD-M5S. A sentire le parole di Giuseppe Conte parrebbe infatti che il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle siano avversari più che alleati.
“Stanno costruendo una minaccia russa per convincerci che dobbiamo armarci fino ai denti”, ha denunciato il leader pentastellato a Napoli, mettendo in guardia dal “partito del riarmo” e da una “corsa folle” alle spese militari, ribadendo che la diplomazia europea non può essere solo un esercizio retorico senza aiuti concreti.
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