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Il calcio italiano sempre più americano: 19 club su 40 in mani straniere (ma quasi tutti perdono soldi)

di Redazione Economia

Il calcio italiano è sempre più nelle mani di capitali stranieri: 19 club su 40 tra Serie A e B hanno proprietà estere, l’80% delle quali americane. Un’espansione spinta da debiti, crescita dei ricavi e potenziale degli asset

L’americanizzazione del calcio europeo non è soltanto una questione politica o culturale. La Fifa World Cup 2026, con il rapporto sempre più stretto tra Donald Trump e Gianni Infantino e con innovazioni come gli hydration break e la politica dei prezzi dinamici dei biglietti, ne ha mostrato gli aspetti più visibili. Ma la trasformazione più profonda corre su un altro terreno: quello dei capitali. È qui che il calcio del Vecchio continente sta cambiando pelle. Negli ultimi anni, e con un’accelerazione evidente dopo la crisi provocata dalla pandemia, club storici sono diventati terreno di conquista per fondi, holding e imprenditori stranieri. E l’Italia è uno dei mercati più esposti. I conti sempre più fragili del sistema calcistico nazionale hanno infatti reso le società più permeabili all’ingresso di capitali internazionali, soprattutto statunitensi. Dei 40 club che compongono Serie A e Serie B nella stagione 2026/27, al via rispettivamente il 22 e il 21 agosto, ben 19 sono

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