Quando abbiamo iniziato a pensare che assumere fosse più importante che far crescere? Questa domanda circola poco, e quasi mai nei termini giusti. Eppure, la risposta è ovunque. È nelle dimissioni silenziose di chi se ne va dopo dodici mesi. È nella difficoltà crescente di trovare qualcuno che voglia restare. È in una verità che il settore conosce ma non ha ancora imparato a misurare: le persone non lasciano solo un lavoro. Lasciano un luogo in cui hanno smesso di crescere.
L’osservazione
La narrativa dominante del settore è questa: “Non troviamo personale”. È una frase che si sente ovunque. Nei bar, nei ristoranti, negli hotel. Nei convegni di categoria, nelle interviste agli imprenditori, nei titoli dei giornali specializzati. I dati confermano la percezione. Secondo il Rapporto Fipe 2025, il 90,2% delle imprese della ristorazione che hanno cercato nuovo personale nell’ultimo anno ha incontrato difficoltà. Le ragioni indicate: il 38,1% cita la scarsità di candidati con competenze adeguate, il 34,5% il rifiuto da parte dei candidati, il 21,5% la scarsa attrattività del settore.
Secondo i dati Fipe, il 90,2% delle imprese della ristorazione che hanno cercato nuovo personale nell’ultimo anno ha incontrato difficoltà a trovare personale



