
LA DONNA PIÙ RICCA DEL MONDO. Nelle sale
Drammone borghese sui ricchi con lo spirito inceppato, senza più libertà, mani e polsi legati in una lussuosa routine, alla rincorsa di un’isola off limits di trasgressioni / ribellioni / fantasie, affrancati dalla noia di vivere. Sintesi banalizzata: i soldi non fanno la felicità, però aiutano, dai, ad uscire dalle strettoie esistenziali con più facilità. La femme la plus riche du monde di Thierry Klifa è liberamente ispirato alla vita della miliardaria Liliane Bettencourt, zarina dell’impero L’Oreal, talento creativo straordinario. Nel film di Klifa si chiama Marianne Farrère ed ha il volto levigato di Isabelle Huppert. Marianne è una donna emancipata, lungimirante, affascinante, con un marito devoto, Guy (André Marcon), ex ministro che tutto sa delle cose del mondo. Con lui Marianne ha trovato equilibrio e complicità. La coppia è aperta, i due si confortano, si confrontano, si aiutano. L’ombra di casa è il fedele maggiordomo Jerome (Raphael Personaz), che scruta, osserva ammirato e talora giudica sprezzante.
Poi c’è Frédérique (Marine Foïs), figlia dimessa di Guy, che un giorno erediterà la fortuna di famiglia. Marianne e Frédérique sono troppo diverse per andare d’accordo. L’una vede nell’altra ciò che non vuole essere e ciò




