di Andrea Bonafede
Nei primi tre mesi del 2026 nel settore ci sono state acquisizioni per 370 milioni, di cui 200 hanno riguardato progetti di riconversione, dice un report di JLL Italia. L’80% degli operatori prevede di aumentare l’impegno su buona parte della Penisola. «E i soldi vengono anche da Asia, Medio Oriente e Sud America», dice il ceo Alberico Radice Fossati
Se il turismo è uno dei principali settori economici del nostro Paese e una delle mete predilette a livello internazionale — per numero di viaggiatori stranieri l’Italia è seconda solo alla Spagna —, il segmento degli hotel presenta ancora molte potenzialità. «Il punto di saturazione del mercato non sarà raggiunto a breve: ci sono ancora margini di crescita, non solo nelle principali località italiane, ma anche sul resto del territorio». A dirlo è Alberico Radice Fossati, ceo di JLL Italia (gruppo americano tra i principali operatori globali nei servizi professionali e nella gestione degli investimenti per il settore immobiliare), che ha presentato un report sul comparto alberghiero in Italia. Per analizzare il settore, bisogna partire da un’apparente contraddizione: «l’Italia è il primo Paese in Europa per numero di hotel, ma storicamente ha una delle più



