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Hormuz, l’Iran prepara le sue condizioni per riaprire lo Stretto: «Ieri passate solo 7 navi»

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di Greta Privitera

Ieri sono passate solo sette navi. Continuano i raid israeliani a Gaza e in Cisgiordania

DALLA NOSTRA INVIATA
GERUSALEMME – Mojtaba Khamenei ha parlato. O meglio, ha scritto. La nuova Guida Suprema iraniana, che da sei mesi non è ancora apparsa in pubblico, ha ordinato di non danneggiare la «coesione sociale». Nel messaggio diffuso dai media di Stato invita le autorità a evitare dichiarazioni «scoraggianti», capaci di indebolire la motivazione nazionale. Indica poi le priorità del governo: garantire i beni essenziali, riparare le infrastrutture colpite, gestire l’energia, contenere l’inflazione, ridurre il peso del dollaro, favorire investimenti e produzione interna. Qualche ora prima Mohsen Rezaei, presidente del Consiglio supremo per la Sicurezza nazionale, aveva annunciato che Teheran ha preparato un elenco di «condizioni» per riaprire Hormuz. Gli Stati Uniti, ha detto, dovrebbero prima fermare la guerra nella regione. Israele dovrebbe lasciare i territori di cui ha preso il controllo e fermare gli attacchi a Gaza e in Libano, la «linea rossa» per l’Iran. Rezaei ha legato la riapertura dello Stretto a misure concrete: Washington, dice, deve rispettare gli accordi.

Hormuz, intanto, resta quasi deserto. Giovedì sono transitate sette navi mercantili, contro le diciassette del giorno precedente.

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