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Hormuz, la Fao studia rotte alternative per evitare il caro cibo

La possibile interruzione delle rotte nello Stretto di Hormuz spinge la Fao a delineare un insieme di interventi considerati urgenti per limitare gli effetti sulla sicurezza alimentare globale. L’ipotesi di un blocco prolungato non viene letta come un semplice problema logistico, ma come un fattore capace di incidere sull’intera catena agroalimentare nei prossimi mesi.

Crisi Hormuz la Fao studia rotte alternative per evitare il caro cibo

Stretto di Hormuz, la Fao propone un pacchetto di misure per contenere lo shock alimentare

Tra le prime indicazioni, l’organizzazione delle Nazioni Unite invita a rafforzare e rendere operative rotte commerciali alternative, in particolare lungo corridoi terrestri e marittimi che attraversano la penisola arabica e il Mar Rosso. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dal passaggio attraverso Hormuz, senza però poter compensare del tutto la perdita di capacità del sistema. La Fao sottolinea anche la necessità di evitare restrizioni alle esportazioni alimentari, che in uno scenario di tensione rischierebbero di amplificare la volatilità dei prezzi sui mercati internazionali.

Un secondo asse riguarda la creazione o il rafforzamento di riserve strategiche in grado di assorbire l’aumento dei costi di trasporto e garantire continuità nei flussi essenziali, in particolare quelli legati ai programmi umanitari. Il capo economista Máximo Torero

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