L’ex difensore di Udinese, Milan e Inter: “Galeone a Udine faceva le partitelle con noi, Zaccheroni ci diceva di preoccuparsi se ci ignorava, non se ci urlava addosso. Grazie a lui con Bierhoff intesa perfetta: io crossavo, lui incornava, gol. E quando passai all’Inter…”
Giornalista
26 maggio – 08:51 – MILANO
Durante la prima chiamata, dopo una manciata di minuti, a vincere è il vento. Soffia forte, fa cadere la linea. Poi dopo mezz’ora ci riproviamo. Thomas Helveg risponde in un italiano impeccabile, scusandosi. “Ero fuori in bici e non si sentiva nulla. Colpa del vento, qui ce ne è parecchio. Quando non penso al calcio pedalo, mi rende felice”. La chiacchierata con Helveg – ex difensore di Udinese, Milan e Inter – inizia così. Lui si trova a Odense, in Danimarca, lo zenit e il nadir della sua carriera calcistica. “In Italia tifo per Udinese e Milan, ma il mio cuore batte per l’Odense. Sono cresciuto qui e ancora ci lavoro: sono responsabile dello scouting”. Il capitolo sull’Italia lo apre lui, poi ci si tuffa a pieno. Viaggia con la memoria, ricorda, racconta.




