
Un viaggio corale nel mondo del vino italiano, che guarda al futuro. Una ricognizione di aziende, terroir e strategie
La 58esima edizione di Vinitaly è l’occasione per fare il punto su uno dei simboli del nostro agroalimentare: il vino. Il vino non è solo un prodotto, è cultura, paesaggio, relazione; è simbolo di incontro e dialogo, come sottolinea Gioacchino Bonsignore, che lo definisce un messaggero di pace. Dal ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, al presidente di Federdoc, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi; dal presidente dell’Associazione Italiana Sommelier, Sandro Camilli, a Bruno Bertero, direttore generale Food & Wine Tourism Forum, questo numero di Gusto contribuisce a delineare le prospettive del settore vitivinicolo, ma anche le sfide globali da affrontare: tra le altre, tensioni geopolitiche, evoluzione delle scelte dei consumatori, cambiamento climatico. La risposta non è la chiusura, ma l’apertura: nuovi mercati, nuove forme di consumo, nuove narrazioni. E soprattutto una rinnovata consapevolezza del valore culturale del vino, che resta elemento identitario e simbolo di convivialità.
Nelle bottiglie c’è l’Italia Accanto ai grandi temi di sistema, trovano spazio le storie di famiglie, di imprenditori e imprenditrici, di territori (Marchesi Antinori, Azienda iGreco). Racconti che dimostrano come il successo, oggi, non si misuri solo in termini economici,




