Home / Spettacoli / Gustavo Dudamel: «Nel mio Venezuela e in America la gente vuole speranza e normalità. I leader politici devono avere empatia e incontrarsi nelle differenze».

Gustavo Dudamel: «Nel mio Venezuela e in America la gente vuole speranza e normalità. I leader politici devono avere empatia e incontrarsi nelle differenze».

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di Valerio Cappelli

IL celebre direttore il 18 per la prima volta al San Carlo di Napoli (clima teso per l’indagine per frode sulla precedente gestione) con un concerto performance condiviso con Marina Abramovic: «Uno spettacolo intimo e passionale»

«Vogliamo parlare di questa bella pazzia?». Gustavo Dudamel, uno dei direttori più carismatici al mondo, divenuto nel tempo una specie di messia che salva la musica con un impulso sconosciuto e tanta allegria, dirige stasera e domani a Napoli per la prima volta, al San Carlo, (in un clima teso per l’indagine per truffa sulla precedente gestione), un concerto-performance condiviso con Marina Abramovic.

Di cosa si tratta?

«Suoniamo L’histoire du soldat di Stravinskij e El amor brujo di de Falla, due brani scritti negli anni della Prima guerra mondiale, in odore di zolfo, diavoli e stregonerie, due storie segnate dal soprannaturale. Grazie alle immagini di Marina, che ha una visione sempre avanguardista, diamo vita a una sorta di nuovo linguaggio audiovisivo».

Come lo descriverebbe?

«È uno spettacolo molto personale, insieme intimo e passionale, con un’anima metafisica e realistica al tempo stesso. Al centro vi è il senso di trasformazione, tra destino e libero arbitrio».

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