
di Tiziano Grottolo
Lorenzo Delladio, presidente della Confindustria trentina e proprietario di «La Sportiva»: «La concorrenza ci erode quote di mercato ma ho seguito la mia coscienza. La guerra continuerà a lungo? Non tornerò indietro»
«Le scarpette da arrampicata continuiamo a venderle, gli scarponi pesanti no, perché potrebbero essere usati in ambito militare». Per Lorenzo Delladio, presidente della Confindustria trentina e patron di «La Sportiva», è una questione etica: «Da quando la Russia ha invaso l’Ucraina abbiamo deciso di tagliare le forniture al nostro importatore a Mosca». La stessa linea sarebbe stata adottata anche nei confronti di Israele, ma in questo caso l’azienda trentina già non esportava scarponi pesanti che potrebbero essere usati dall’esercito.
Il bilancio
«È una mia decisione – precisa Delladio – che peraltro penalizza l’azienda perché per noi la Russia era un buon mercato». Più precisamente un mercato che prima del 2022 valeva circa 1,8 milioni di euro all’anno. La Sportiva conta oltre 800 dipendenti, di questi, 540 si trovano nello stabilimento di Ziano di Fiemme, paese di appena 1.735 abitanti nel cuore del Trentino. Fondata nel 1928 dal calzolaio Narcisio Delladio (il nonno di Lorenzo), oggi produce e distribuisce in tutto il mondo abbigliamento




