Il colombiano si racconta in occasione della sfida Champions fra una il suo Porto e il Napoli: “Ho toccato il fondo, ma ora sto risalendo. Allegri uno dei migliori tecnici italiani, stasera stia attento a Pepê”
Giornalista
4 novembre – 08:36 – MILANO
Il sole della Colombia gli illumina il volto, entra nella videochiamata come se volesse far risaltare i tratti del suo viso. Gli occhi e lo sguardo di Fredy Guarin nascondono sofferenze: la battaglia contro alcol e depressione è stata dura, lui ne porta ancora i segni, ma vede una luce. “Ho toccato il fondo, adesso sto risalendo. Mi sento meglio, inseguo la felicità. Racconto la mia esperienza ai più giovani così che possa aiutarli a non sbagliare”. Da un anno il viaggio dell’ex centrocampista è ripartito. Oggi va nelle scuole, nei centri dei settori giovanili e parla ai ragazzi, raccontando la sua vita. Gioie, sconfitte, cadute, fragilità. Le ultime soprattutto. Quando torna indietro con la mente, però, trova ancora la forza per sorridere. Specialmente quando gli nominiamo il Porto. “Un posto magico. Per me è come una famiglia. Lì sono diventato




