L’ex Inter si racconta in occasione della sfida Champions fra il club che l’ha lanciato e il Napoli: “La società è un modello”
4 novembre (modifica alle 10:23) – PORTO (PORTOGALLO)
Il sole della Colombia gli illumina il volto, entra nella videochiamata come se volesse far risaltare i tratti del suo viso. Gli occhi e lo sguardo di Fredy Guarin, all’Inter dal 2012 al 2016, nascondono sofferenze: la battaglia contro alcol e depressione è stata dura, lui ne porta ancora i segni, ma vede una luce. E quando torna indietro con la mente trova ancora la forza per sorridere, specialmente quando gli nominiamo il Porto. “Un posto magico. Lì sono diventato grande per davvero”.
Guarin, intanto la partita. Il Napoli arriva al Do Dragao per la Champions. Che sfida sarà?
“Prevedo una gara intensa, seguo spesso il Porto. Di recente sono stato anche allo stadio. La società è un modello: puntano sui giovani, li valorizzano e giocano davvero bene. Il Napoli dovrà fare molta attenzione”.
Chi sono i giocatori di casa da tenere d’occhio?
“Dura scegliere, Farioli ha davvero un’ottima squadra. Se devo




