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Gori: «Primarie? Nel centrosinistra non può essere una corsa solo tra i due leader. Ai gazebo sì al doppio turno»

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di Maria Teresa Meli

L’europarlamentare Pd: tutti diano un contributo. Kiev? Basta ambiguità

Giorgio Gori, Elly Schlein sarà l’unica candidata del Partito democratico alle primarie: perché voi riformisti eravate contrari?
«Elly Schlein ha pieno titolo, politico e formale, per essere la candidata alle primarie. Noi abbiamo proposto che vi potessero essere anche altri candidati del Pd, come del resto prevede lo Statuto».

E perché avete avanzato questa proposta?
«Primarie a doppio turno consentirebbero di ampliare la partecipazione al primo turno per fare sintesi al ballottaggio. È interesse del Pd valorizzare il suo pluralismo, la ricchezza delle sue culture politiche, come fece Bersani nel 2012. Se le primarie si riducessero ad una conta tra partiti, Schlein contro Conte, temo che molti se ne sentirebbero esclusi».

La questione del federatore sembrerebbe archiviata.
«Credo che l’ordine del giorno di “ufficializzazione” della candidatura di Schlein, con primarie o senza, si debba proprio principalmente alla volontà di mettere fine al tormentone sul federatore e sul famoso terzo nome. Del resto, molti — non noi riformisti — hanno cercato in questi mesi di delegittimarla. Credo abbia inteso dare un segnale a questi “molti”».

Dalle parole della segretaria all’Assemblea nazionale si arguisce che il percorso

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