
Le parole del centravanti portoghese dopo la vittoria con il Venezia: “Il gioco? Penso che si veda il nuovo dna, la nostra mentalità”
“Illumina San Siro con la maglia numero 9…” e un boato chiama il nome di Gonçalo Ramos. Il nuovo Milan torna in realtà a una vecchia e cara tradizione: ha un centravanti che segna e che decide anche le partite sorprendentemente faticose. Per il gol di Ramos, a spezzare l’equilibrio retto a San Siro dal Venezia, si deve aspettare la metà del secondo tempo. Pari che aveva retto nonostante le possibilità, per una e l’altra squadra, di segnare già molto prima. Le chance rossonere capitano sui soliti piedi di Ramos, che però in una, due e poi tre occasioni sbaglia tocchi semplici. Il primo è un contropiede che mette il 9 davanti al portiere avversario che intercetta facilmente il rasoterra di Gonçalo: alzando la traiettoria sarebbe stato un gol facile. Anche nella prima occasione d’area Ramos è colto impreparato: ha il tempo per piazzarla, ma esce una palla morbida e facile parata del portiere avversario. Al terzo tentativo non intercetta un bel cross di Chukwueze. L’attesa è per esultare sotto la Sud o forse per premiare il



