Il glamping, il cosiddetto campeggio glamour nato in Francia e nel Regno Unito nei primi anni 2000 e arrivato in Italia con forza grazie ai social network e alla pandemia, continua a crescere e attira sempre più imprenditori interessati a investire nel turismo outdoor. Dalle mobile home di design alle Bubble room, passando per le case sugli alberi, l’ospitalità open air ha cambiato volto e oggi compete con gli hotel di fascia alta. Ma dietro un mercato in espansione non mancano le criticità: servono investimenti importanti, competenze gestionali, strategie di marketing e una conoscenza approfondita della normativa. A fare il punto è Manuel Windegger, consulente specializzato nell’ottimizzazione delle performance di hotel e ristoranti, secondo il quale il glamping rappresenta una grande opportunità, purché venga affrontato con una visione imprenditoriale di lungo periodo.
Glamping, l’ospitalità open air ha cambiato volto
Un mercato in espansione
Il glamping non rappresenta più una nicchia. Negli ultimi anni il comparto extra alberghiero ha registrato una crescita costante, sostenuta dalla ricerca di esperienze autentiche nella natura senza rinunciare ai comfort tipici dell’hotellerie. «Non è una moda passeggera. I numeri crescevano già prima della pandemia e



