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Giorgio Airaudo sul futuro di Mirafiori: «Per ora troppi annunci, ma da lunedì torna la cassa integrazione»

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di Pietro Mella Bitti

Il segretario generale di Cgil Piemonte invita alla concretezza, dopo le parole di Stellantis sul secondo modello per Mirafiori

Dopo le parole di Stellantis al Salone di Parigi sul secondo modello per Mirafiori, Giorgio Airaudo, segretario generale della Cgil Piemonte, invita a passare dagli annunci a una trattativa concreta. Ricorda come, con Sergio Marchionne, si arrivò alla produzione dell’Alfa Romeo Mito.

Con Marchionne riusciste a portare un modello a Mirafiori. Come andò?

«L’ultima auto arrivata con un accordo sindacale fu l’Alfa Romeo Mito, nel 2008. Un modello di segmento B inedito per il marchio, che rimase a Torino per anni e produsse quasi 300 mila vetture. Ma il lavoro era cominciato prima: nel 2006, durante una fase di emergenza, venne spostata da Melfi a Torino una quota di produzione della Grande Punto, una “polmonatura” in attesa del nuovo modello. Intanto si lavorò per recuperare le risorse necessarie alla Mito, anche coinvolgendo gli enti locali e valorizzando patrimonio immobiliare. La volontà di portare un prodotto era accompagnata da un fatto».

Che cosa manca oggi per rendere credibile l’ipotesi di una seconda auto?
«Oggi si annunciano modelli, ma poi si mettono sul tavolo condizioni che rischiano di renderli

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