
di Olivio Romanini
L’eterno derby tra automobilisti e ciclisti porta lontano dalla soluzione. Fatto così il provvedimento ha scontentato anche i più accaniti sostenitori del limite di velocità. Un piano così ambizioso avrebbe avuto bisogno di investimenti cospicui per interventi nelle strade e una rapida realizzazione
Anche con le migliori intenzioni si possono fare degli errori. Il sindaco Lepore ha legato il suo destino politico nel primo mandato ai lavori del tram e a Città 30, cioè al nuovo limite di velocità in città, con l’obiettivo sacrosanto di risparmiare vite sulle strade.
È stato criticato dall’opposizione, ha subito ricorsi e ha deciso di andare avanti spinto anche da una minoranza, forse neanche così minoranza, di persone che hanno compreso la sua scelta. Questo giornale non ha mai avuto una posizione critica sul provvedimento.
Bologna Città 30: un provvedimento che fatto così è inesistente
Abbiamo sempre pensato che sarebbe stato meglio circoscrivere a un certo numero di strade l’ordinanza, cioè a quelle più pericolose o vicine alle scuole, ma in ogni caso abbiamo raccontato gli sforzi fatti e il tentativo di tentare una rivoluzione radicale. Solo che mentre ci avviciniamo alla fine del mandato non possiamo che




