
di Simone Canettieri
Il riferimento a Bruxelles: «Non dipende solo da noi»
«Ragazzi, stiamo lavorando tutti per ottenere il massimo in vista della manovra, ma non dipende solo da noi». Pausa. «Perché la partita è complessa: se riusciremo a ottenere nuovi margini per la flessibilità, la legge di Bilancio ne trarrà dei benefici importanti». Giorgia Meloni alla vigilia di un Consiglio europeo con molta carne al fuoco fa capire ai ministri riuniti a Palazzo Chigi che a questo punto si aspetta un aiuto da Bruxelles, finora abbastanza rigida. «Nonostante il problema del costo della vita non sia solo italiano», aggiungono, con una nota polemica, dalla delegazione governativa di Fratelli d’Italia.
Le richieste di Roma sono note: oltre alla flessibilità su difesa ed energia servono risposte immediate anche sull’inflazione, che morde le tasche degli italiani. La premier ribadisce alla sua squadra di governo che c’è una trattativa ancora aperta. E forse questo è anche un modo per frenare (o posticipare) il consueto assalto alla diligenza dei partiti della maggioranza — Lega, Forza Italia e Noi moderati — che da giorni chiedono e rivendicano, fanno dichiarazioni ricche di auspici e piantano paletti immaginari rispetto alla manovra che verrà. L’ultima,




