
di Simone Canettieri
La premier sul governo più longevo: «Siamo a posto con la coscienza e le pagine più belle devono ancora essere scritte. La nuova legge elettorale contro i ribaltoni e contro gli accordi di palazzo che vuole il Pd»
DAL NOSTRO INVIATO
BARI – Prima salpa una nave da crociera: va in Grecia. Poi tocca a Giorgia Meloni: va in campagna elettorale. Il molo di Bari per la premier non è solo il porto che celebra il record di longevità del suo governo (1.413 giorni a Palazzo Chigi) e l’orgoglio di una comunità, riunitasi qui, nonostante il solleone. In cinquemila, secondo la Questura. In diecimila, secondo gli organizzatori.
L’antico molo borbonico è dunque il punto di partenza verso le prossime elezioni. Perché lei non «ha mai mollato e mai lo farà». Anche se c’è «molto da pedalare», anche se in alcuni giorni grigi ha avuto la sensazione di «nuotare nella colla».
Un’ora spaccata di discorso. Senza improvvisazioni, né colpi di teatro. La premier legge. Vuole essere chirurgica. Dolce siparietto: la figlia Ginevra che la chiama mentre sta parlando. Tutto ruota intorno alla rivendicazione delle cose fatte e quindi della stabilità come biglietto da visita, ma




