
Dal primo incontro con Cassani alle grandi vittorie di Bartoli e Petacchi: i ricordi di chi ha condiviso strada, allenamenti e vita con uno dei personaggi più carismatici del ciclismo italiano
Ci sono tutti. Sono i suoi ragazzi, quei giovani di talento che ha lanciato in 35 anni di ammiraglia: dal 1970, quando salì sull’ammiraglia Bianchi di Gimondi, al 2005 della Fassa Bortolo del neoprofessionista Nibali. In mezzo, l’Ariostea, la Gb-Mg e la Mg Technogym. In tutto, circa 870 vittorie: nessuno come lui. Questo è stato Giancarlo Ferretti, morto a 85 anni il 9 agosto, giorno del suo compleanno. Nella chiesa di San Bernardino di Lugo (Ravenna), al suo funerale, era presente una pagina importante del ciclismo mondiale. Da dilettante nel 1962, con la Nazionale al Tour de l’Avenir in Francia, Ferretti era andato in fuga sul mitico Izoard ed era passato primo in vetta davanti alla stele che ricordava Fausto Coppi. E la prima parte della sua vita l’aveva legata a un altro gigante, Felice Gimondi, suo compagno di stanza alla Salvarani nel 1967 con Luciano Pezzi come ds, e poi diretto dall’ammiraglia della Bianchi insieme con Adorni. Così come era in corsa al Tour sul Ventoux 1967, quel




