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A Pietrasanta, «la piccola Atene» con una galleria ogni 40 metri: perché è una città piena di arte

di Beba Marsano

Dagli ultimi restauri ai musei, indirizzi e storia di una città-salotto

C’è nuova luce in piazza Duomo, cuore geometrico di Pietrasanta, la «piccola Atene» delle Terre del marmo dove tutti sono artisti, galleristi, collezionisti. E qualcuno pure mecenate. Un nome? Paolo Clerici, genovese, re dello shipping: 81 primavere indossate con sorniona ironia, buen retiro tra gli ulivi e un’irriducibile allergia alla sciatteria. 

Lui, la facciata opacizzata, ingiallita, avvizzita di Sant’Agostino – complesso monumentale simbolo dell’identità urbana – non poteva più reggerla. E per vederla come la vedeva Michelangelo quando dimorava nel borgo per conto dei Medici, attraverso la Fondazione Paolo e Giuliana Clerici ha messo mano al portafoglio, stanziato oltre 900 mila euro e atteso paziente i sei anni di lavori (2020-2026) che, con meticolosità millimetrica, hanno rimosso la patina del tempo e restituito alla solenne partitura di marmi tardogotici l’accecante candore d’origine. Non un semplice maquillage, ma un’indagine diagnostica multidisciplinare che ha disvelato l’impiego di un’insospettabile pluralità di materiali, compreso il marmo «simile a sodo zucchero» delle cave dell’Altissimo prediletto dal Buonarroti. «La grande bellezza al costo di due Ferrari elettriche, bruttissime», ha motteggiato l’armatore, appassionato d’auto. 

Il restauro ha

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