Thomas Ceccon fa sempre parlare di sé. A prescindere dal risultato. Quando conquista l’oro olimpico, a fare più notizia è il suo pisolino sotto gli alberi del Villaggio. Quando si dimentica del QR sul costume e rischia di non poter gareggiare nei 50 farfalla. «Da buon professionista non avevo il secondo costume… Per fortuna me ne hanno portato un altro dieci minuti prima della gara, altrimenti avrei gareggiato col costumino». Oppure quando scrive l’altro giorno su Twitter: «Ho fatto solo la batteria dei 50 e sono già bollito, torno a fine campionato che è meglio». O addirittura: «Piuttosto che fare ancora i 200 dorso vado a zappare i campi di pomodori». Poi, alla fine, la medaglia di bronzo arriva davvero, ma senza che Ceccon faccia marcia indietro. E poi, come se non bastasse, c’è quel tweet sempre ironico sulla Curtis, per qualcuno persino pungente: «Buon bronzo da parte mia, ma verrà eclissato dal record del mondo. Brava Sara, ma io il primato mondiale ce l’ho da 4 anni», accompagnato da un’emoji divertita.
Infine, la “polemica” sulla cuffia con il tricolore rovesciato e i colori disposti nel modo sbagliato: «Tralasciando il bronzo, ho visto che la cuffia dell’Italia dell’allenamento è rossa,




