
Per Ola Källenius, ceo Mercedes e presidente dell’Associazione europea dei costruttori, l’industria tedesca e quella continentale sono al bivio: “Saranno necessari dei sacrifici, bisogna tornare competitivi, perfino in Ungheria fabbricare auto costa il 70% in meno”
Gianluigi Giannetti
28 luglio – 17:30 – MILANO
Un bilancio sul 2026 della sua azienda, ma anche sull’andamento dell’intera industria dell’auto in Germania, con lo sguardo puntato ai successi dei marchi cinesi in Europa. “Dobbiamo diventare migliori di quanto siamo stati finora”, esordisce così Ola Källenius come amministratore delegato di Mercedes chiamato a commentare i risultati finanziari non del tutto brillanti della sua azienda nel secondo trimestre dell’anno, ma la stessa affermazione può essere letta guardando al suo ruolo di presidente della Associazione europea dei costruttori automobilistici (Acea). Se l’auto tedesca rallenta è un fatto oggettivamente rilevante per tutto il Continente. Il gruppo Volkswagen ha recentemente valutato un taglio di fino 100.000 tagli di posti di lavoro, Bmw ha dichiarato il mese scorso che si preparerà a misure di riduzione dei costi a causa delle vendite insoddisfacenti in Cina, che a loro volta hanno portato ad una revisione al ribasso delle




