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Fusioni e acquisizioni, il semestre d’oro dell’Italia: registrate più M&A che nel resto d’Europa

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Studio di Gatti Pavesi Bianchi e Ludovici: le operazioni hanno toccato gli 87 miliardi di valore e sono cresciute del 6% mentre nel vecchio Continente sono calate. Il peso di banche e telecomunicazioni. «Il fascino del Made in Italy non tramonta»

E’ un buon momento per le nostre aziende. Il fascino del Made in Italy e della sua manifattura non accenna ad affievolirsi, la stabilità del governo trasmette sicurezza e alcuni settori dopo lo «stress test» del Covid hanno dimostrato una resilienza più unica che rara. Motivo per cui la caccia alle aziende tricolori procede senza sosta. Il valore delle operazioni di fusione e acquisizione (M&A) che hanno interessato società italiane ha infatti raggiunto nel primo semestre gli 87 miliardi di euro, con un incremento del 116% rispetto allo stesso periodo del 2025, nonostante il perdurare delle incertezze geopolitiche, l’aumento dei costi dell’energia e un quadro economico domestico caratterizzato da unau crescita contenuta. A riportarlo è un report, stilato insieme a Mergermarket, dello studio legale italiano Gatti Pavesi Bianchi Ludovici – attivo in questo periodo, tra l’altro, sui dossier Poste-Tim e Intesa Sanpaolo-Mps – secondo cui il numero delle operazioni concluse nel nostro Paese ha registrato un andamento in controtendenza

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