Dal 29 maggio bar, ristoranti e hotel operano sotto un nuovo perimetro di responsabilità. La Legge 75/2026, appena entrata in vigore, riscrive regole e sanzioni sui reati alimentari, ampliando i casi in cui l’esercente può essere chiamato a rispondere. Su Italia a Tavola, l’esperto di tutela agroalimentare Salvatore Schiavone ha analizzato nel dettaglio i nuovi adempimenti a carico degli operatori del comparto, evidenziando non solo gli obblighi da rispettare. Accanto alle disposizioni da seguire, emerge anche il tema delle sanzioni che possono essere comminate in caso di violazione della nuova normativa.
Nuova Legge 75/2026, rischi e sanzioni per bar e ristoranti
In generale, sono previste sanzioni penali più severe per reati legati alla contraffazione e all’uso improprio di denominazioni protette (Dop, Igp, ecc.). Ad esempio, per alcune fattispecie la pena è stata elevata fino a 1-4 anni di reclusione e multe da 10.000 a 50.000 euro come per la Contraffazione di Dop e Igp. Violazioni della tracciabilità come mancanza o irregolarità della documentazione che consente di ricostruire provenienza e percorso degli alimenti (da 6.000 a 48.000 euro). In questo caso si parla soprattutto di sanzioni amministrative, che possono arrivare a importi molto elevati.




