
di Simone Canettieri
Da un po’ di tempo la premier osserva il «pianeta azzurro» con sbigottita perplessità
«Forza Italia sta cercando l’incidente?». Se sia per caso, inerzia o strategia mirata non si sa. Di sicuro però dalle parti della premier — a partire da chi tutti giorni le invia i dispacci riservati del dietro le quinte del Parlamento — inizia a serpeggiare questo dubbio. Da un po’ di tempo Giorgia Meloni osserva il pianeta azzurro con un pizzico di sbigottita perplessità. Gliene raccontano tante, troppe.
Qualche esempio: nelle ore più calde della trattativa sulle intercettazioni a strascico, nei giorni scorsi, il viceministro della Giustizia di FI Francesco Paolo Sisto ha telefonato a un «ambasciatore» della premier, interessato al dossier, per fare sapere che «se fossero andati avanti su quell’emendamento il governo sarebbe caduto». La risposta ricevuta è stata lapidaria: «Se pensate di minacciarci così, allora davvero non conoscete Giorgia: auguri!». Dialettica normale in questi casi, per quanto esasperata, ma spia di un clima da non sottovalutare, come ragionano dentro Fratelli d’Italia. Alla fine l’emendamento è stato ritenuto «inammissibile» dal presidente del Senato Ignazio La Russa e la questione rinviata.
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