
di Martina Zambon
I nodi dell’obiezione di coscienza. Le opposizioni: «La laicità dello Stato è un valore» e i meloniani promettono di valutare il testo finale
«Inaccettabile» una legge regionale sul fine vita. Questa l’espressione nettissima con cui il patriarca di Venezia, Francesco Moraglia, stronca il tema prossimo, ormai, a tornare in consiglio regionale. Parole che, unitamente alla lunga lettera aperta del presidente del consiglio regionale Luca Zaia, rendono ancor più incandescente l’estate della politica veneta. Capofila della prima ora della proposta di legge di iniziativa popolare Liberi Subito che sarà discussa il 7 settembre, la consigliera Avs Elena Ostanel replica: «Proprio perché tutti i pazienti siano assistiti – e ce lo ha spiegato bene Stefano Gheller da persona credente – serve lasciare un’opzione di scelta a chi come lui si trova in condizioni in cui le cure palliative non sarebbero state sufficienti, rischiando di morire soffocato e con sofferenze intollerabili». Ostanel specifica «il testo di legge a cui vogliamo arrivare non contrappone cure palliative e fine vita, è equilibrato e mette al centro la dignità del malato e la relazione medico-paziente».
Il timore di Moraglia
Moraglia, però, esprime chiaramente il timore di tanti: si inizia così e




