
La parte forse più interessante dell’annuncio riguarda però ciò che succederà lontano dalle prove speciali. Ford dichiara apertamente che quanto appreso nel WRC dovrà contribuire allo sviluppo di cinque futuri modelli destinati all’Europa, con motorizzazioni elettriche e ibride.
Il concetto utilizzato dal costruttore è quello delle “strade perfettamente imperfette”: un riferimento alle condizioni reali della viabilità europea e alla necessità di realizzare automobili capaci di essere precise e coinvolgenti anche quando l’asfalto non è quello ideale di una pista.
Jim Baumbick, presidente di Ford Europa, indica infatti il WRC come una palestra per lavorare sul controllo della vettura e sul coinvolgimento alla guida, con l’obiettivo dichiarato di trasferire queste conoscenze alla prossima generazione di modelli.
Il ritorno nel Mondiale assume così una doppia valenza: da una parte c’è il recupero di una tradizione sportiva che per Ford ha pochi equivalenti; dall’altra c’è la volontà di utilizzare nuovamente le competizioni per costruire un’identità più precisa per la gamma europea.




