
di Andrea Dalla Serra
La maggioranza ritira il nome di Nicla Muraro ma i consiglieri Cologna e Brancaglion criticano: «Serve l’autocandidatura nei Cda»
Lo scontro sulla nomina di Nicla Muraro, figlia del capogruppo di Fratelli d’Italia Roberto Muraro, come componente del Consiglio di amministrazione della Fondazione Rainerum accende il Consiglio comunale di Bolzano.
Dopo le polemiche degli ultimi giorni, che hanno visto l’opposizione — con Stefano Fattor del Partito democratico — accusare di «continuo amichettismo» il centrodestra, la maggioranza guidata dal sindaco Claudio Corrarati ha ritirato il nome di Nicla Muraro convocando una nuova seduta della commissione nomine per martedì 22 settembre.
La proposta del Team K
La vicenda, però, pare aver aperto il vaso di Pandora: i due consiglieri del Team K, il capogruppo Matthias Cologna e Thomas Brancaglion, ora chiedono di riorganizzare l’intero procedimento che porta alle nomine di persone indicate dai partiti che siedono in aula. «Fa piacere sapere che esistono ancora dei rimasugli etici nella maggioranza, ma la scelta di ritirare il nome della figlia del capogruppo di FdI — sottolinea Cologna — non cancella le responsabilità di chi quel nome l’ha votato. Per noi il tema continua a porsi. Anche se questa volta




