Fu Sandro ad agire dietro le quinte per portare il Fenomeno in nerazzurro. Aveva già firmato Le Roi ma le frontiere restarono chiuse agli stranieri e così finì alla Juve. E per il brasiliano poi alla Roma si mosse la politica
Giornalista
19 settembre – 13:31 – MILANO
Sandro Mazzola non passò mai davvero dal campo alla scrivania. Anche quando i nuovi ruoli gli consentivano di tenere il sigaro a portata di morso in qualunque momento, il calciatore che era stato – un po’ dirigente già allora, perché la sua voce nello spogliatoio si sentiva più di altre – continuava ad ispirare il manager che era diventato. Ne parlava come di uno dei suoi segreti: aver vissuto tanto calcio, essere un così profondo conoscitore delle dinamiche di uno spogliatoio, lo aiutava a “leggere” meglio momenti, situazioni, esigenze. E gli consentì anche di imparare a coniugare l’amore viscerale che aveva per i colori nerazzurri con la professionalità che gli veniva richiesta dall’evoluzione del pianeta calcio.
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Il momento più alto della sua seconda carriera, l’acquisto di Ronaldo, ne fu l’esempio più chiaro: Mazzola mescolò l’intuito




