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Federauto: A rischio 5 mila posti ogni 50 mila auto perse

imageL’incertezza del consumatore

Il dibattito, moderato da Tommaso Bortolomiol di Quintegia, si è concentrato sulla centralità del cliente in una fase di forte trasformazione del mercato, in cui il consumatore è disorientato, tra nuove tecnologie, nuovi operatori e differenti formule di mobilità. L’offerta si amplia e cresce l’incertezza nelle scelte d’acquisto. In questo scenario, il comparto automotive italiano prova a fare fronte comune verso le istituzioni italiane ed europee. Roberto Pietrantonio, presidente dell’Unrae, ha indicato tre priorità: garantire continuità industriale, rafforzare gli investimenti nelle reti di concessionari e definire regole di medio-lungo periodo coerenti e stabili, capaci di rassicurare il consumatore.

Made in Europe da proteggere

Sulla necessità di riallineare la normativa europea alle dinamiche globali si è soffermato anche Marco Stella, vicepresidente dell’Anfia, che ha sottolineato come la trasformazione dell’industria europea sia ancora incompleta. “Bisogna completare la trasformazione della normativa europea e riallinearla con realismo al resto del mondo”, ha spiegato, rilanciando il tema del made in Europe e della manifattura italiana. Infine, spazio anche alla mobilità elettrica. Fabio Pressi, presidente di Motus-E, ha acceso i riflettori sui costi di ricarica e sulle criticità normative che penalizzano flotte e utenti privati. Tra queste, la doppia fiscalità sulle ricariche domestiche per auto

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