
di Greta Privitera
Sunniti e sciiti si dividono dal VII secolo. Lo Yemen è il fronte dove questa guerra per procura brucia di più
Nell’anno 930 i Qarmati, una setta sciita radicale, entrano alla Mecca durante il pellegrinaggio, fanno strage di fedeli e si portano via la Pietra Nera. Undici secoli dopo, sulle colonne del quotidiano saudita Okaz, un editorialista rispolvera quel nome per gli Houthi. Faranno la stessa fine, scrive. Pochi giorni prima il Gran Mufti del regno, Saleh al-Fawzan, chiama la milizia yemenita un «gruppo del male» e dice ai soldati al fronte che stanno «difendendo i luoghi sacri dei musulmani», sulle orme dei Compagni del Profeta.
Ci si aspetta che il Mufti parli di fede. Ma alla fede, qui, si intrecciano gli interessi di un’intera regione: il petrolio e il primato sul Golfo. Dietro, si intravede anche lo scontro che da quasi mezzo secolo si combatte per interposta milizia, quello tra Arabia Saudita e Iran, le due potenze che si contendono la guida dei due rami dell’Islam.
Sunniti e sciiti si dividono dal VII secolo, sulla successione al Profeta. Quella frattura ha già avuto i suoi imperi e le sue guerre, come




